In questo articolo trattiamo di due temi: Lo staff, collaboratori e persone che lavorano in azienda e il Profitto in azienda
Spesso sentiamo dire: – “le persone siano importanti”, “rappresentino un asset fondamentale”, “sono un valore” ma, quanti in realtà credono fino in fondo a queste affermazioni? Quanti le considerano semplici, spesso banali, frasi di rito o di circostanza o semplici elogi?
Affermazioni del tipo: “il personale deve essere un moltiplicatore di opportunità”, ha un senso, oppure è la conseguenza di un grande mix fatto di confusione, scarsa conoscenza e marketing? è come dire che, visto che le uova sono buone, le scarpe utili e l’acqua necessaria per fare una torta unisco le scarpe con l’acqua e le uova… funziona?
Molte affermazioni o semplificazioni nel linguaggio comune possono essere percepite in modo distorto, alcune tendono a deresponsabilizzare gli imprenditori perché, ad esempio, individuare le opportunità spetta all’imprenditore, alla sua capacità, visione, progettualità, competenza mentre ai collaboratori spetta prevalentemente l’esecuzione di un compito all’interno di un ruolo o una funzione.
Il concetto di moltiplicatore non deve ne può essere legato alle opportunità ( il collaboratore può rappresentare una opportunità a certe condizioni ma non è lui a generarle, il compito rimane all’imprenditore), alcuni modi di dire possono contribuire generare confusione non c’è una relazione tra moltiplicatore, dipendente e opportunità, anche se appare figo! è una boiata, oltre a non esservi utile, poi ognuno è libero di scegliere come illudersi…… se pensare di essere figo, avere una azienda che funziona o avere tutte e due ma è necessario cambiare prospettiva.
Chiariamo alcuni concetti senza pregiudizio, morali o sentimenti, che rimangono fondamentali e parte integrante di una relazione professionale o lavorativa, ma non possono essere i criteri, o gli unici, sui quali fare delle valutazioni in azienda, altrimenti si corre il rischio di trasformare una azienda in un ente no profit o di natura assistenziale.
Le aziende nascono per generare profitti, poi avremo modo di comprendere cos’è il profitto e per chi vuole anticipazioni, non corrisponde all’utile. Attraverso uno “scambio di utilità” le aziende trasformano la soddisfazione di bisogni ed esigenze in profitti.
Perché il profitto è importante?
…La questione è molto interessante ma troppo articolata per essere affrontata in poche righe, diciamo che i profitti sono necessari per:
• attivare l’interesse e far nascere nuove aziende
• rendere sostenibili nel tempo le imprese garantendo la continuità aziendale
• garantire il livello di servizio
• consentire una corretta remunerazione delle risorse
• corrispondere adeguati compensi ai collaboratori e più in generale remunerare correttamente tutti gli stakeholder
• Remunerare i prestatori di capitale
• Garantire il livello dei servizi pubblici e la loro efficienza attraverso le imposte (calmi calmi… so che la cosa è delicata, ma potrebbe sorprendervi), come il funzionamento degli ospedali, delle forze dell’ordine, il mantenimento delle infrastrutture di un paese e non ultimo il sistema pensionistico.
Adesso è possibile che si moltiplichino pensieri e considerazioni, dal “chi se ne frega”, “i servizi non mi interessano”, “se ho bisogno vado in clinica”, “le tasse sono alte” e via di seguito tutto Vero dal singolo punto di vista ma, ma vedrete che anche questo potrebbe sorprendervi… inoltre non potendo condividere i pensieri in questo momento, se e quando è possibile, potremmo conoscerci e scambiare i punti di vista, in generale ricordo che, nello stesso modo in cui, quando si svolge una attività in cui si crede, non si è interessati a come si comportano gli altri e continuiamo a svolgerla, il fatto che l’amministrazione pubblica abbia dei GRANDI problemi, che i politici…., le tasse…., e via via tutto ciò che possiamo criticare, non ha nulla a che vedere con il comportamento che decidiamo di avere e quanto ognuno vuole fare, è e rimane una scelta e responsabilità personale, per farla breve, se uno si butta dal ponte non sono obbligato a seguirlo e quindi neanche se uno ruba o si comporta in modo scorretto sono obbligato a emularlo, ciò che fanno gli altri non giustifica il nostro comportamento, inoltre conoscere e migliorare è sempre utile in primis a noi stessi.
Spesso utilizziamo il comportamento degli altri come giustificazione per fare altrimenti… le cose è meglio chiamarle con il loro nome: “giustificazioni” o semplici scuse, forse è fastidioso ma è di grande utilità come vedremo negli incontri e presentazioni.
Dovrebbe essere chiaro che la vostra azienda deve generare profitti altrimenti avrete solo un lavoro ma non andrete da nessuna parte.
Si dirà: Ma… prima era diverso…!!? Assolutamente no! Era lo stesso! Anche se, com’era prima, è davvero poco interessante, pensate che tanto tempo fa esistevano i dinosauri ma non credo abbiate nostalgia di incontrare un T-REX davanti al portone di casa. Il passato, fortunatamente è passato e aggiungo, il motivo per cui la “cosa” sarà sempre più rigida è perché chi è passato prima (il dinosauro), ha generato molti squilibri ai quali si dovrà rimediare e che debbono essere ripagati, un esempio potrà aiutare a focalizzare meglio la dinamica: “la regola del frigorifero” dice che, quando il frigorifero si svuota è necessario rifare la spesa ok? Adesso in una famiglia mano a mano che i prodotti si consumano vengono sostituiti e tutti, in modi diversi partecipano sia a consumarli che a garantire la provvista ma, immaginate di avere degli ospiti “furbetti”… voi riempite il frigo e questi mangiano tutto, lo svaligiano e portano vai tutto, lasciando i contenitori vuoti e a voi, solo l’onere di rifare tutte le scorte… di conseguenza, la regola rimane ed è la stessa (riempire e svuotare il frigo), ma la dinamica è diversa perché, uno mangia tutto e un altro paga tutto e deve riempire tutti i contenitori, adesso se questo avviene in tempi più o meno lunghi, come è avvenuto negli ultimi 40 anni ci può aiutare a capire il perché ci siano “tanti contenitori vuoti” e a chi spetta fare la spesa, quindi, le regole ci sono e sono sempre le stesse, è che nell’era precedente c’erano i “dinosauri” e si deve ricostruire.
Comunque vedremo che nella realtà, cercare i motivi passati, interrogarsi se sia giusto o sbagliato o cosa hanno fatto altri, sinceramente è inutile e fa perdere tempo, sappiate che, se migliorate i vostri risultati sarete solo voi a goderne e deciderne la distribuzione, il resto è aria fritta.
Torniamo ai collaboratori:
Il motivo vero, quello economico, senza inutili “fronzoli” e giri di parole per cui le persone nelle vostre aziende sono importanti, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, è perché gestiscono le risorse aziendali, gestiscono i vostri soldi o meglio la vostra ricchezza, le persone che collaborano con voi gestiscono:
• i clienti, dipende da loro lo sviluppo e la soddisfazione dei clienti,
• le attrezzature, quanto avete investito, il mantenimento e corretto e profittevole utilizzo
• i prodotti, i vostri acquisti e dall’altra aiutano ad acquistare meglio
• il tempo, sia in termini di costo che di produttività
sono le persone che gestiscono le risorse aziendali e se il termine ha un significato, si chiamano risorse perché per definizione sono “scarse” e preziose.
Un aspetto altrettanto importante è il concetto di responsabilità che ne deriva perché, quando diciamo che le persone sono importanti perché gestiscono risorse, le risorse aziendali debbono avere conoscenze e competenze adeguate per farlo; essere dipendenti è una responsabilità prima che un diritto.
Diritti e doveri sono aspetti circolari all’interno dell’azienda il mio diritto è legato al mio dovere e questo deve essere chiaro a lavoratori e datori di lavoro se si desidera che l’azienda sia sostenibile.
La formazione, le competenze sono importanti e richiedono investimenti sia da parte degli imprenditori, spesso in termini di spesa, che da parte delle persone coinvolte in termini di impegno che diventa piacevole se c’è il desiderio e l’aspirazione di migliorare e crescere; ricordo che gli investimenti non sono costi, entrambi rappresentano un esborso di denaro ma è la finalità ad essere diversa, l’investimento è una spesa che genera una somma di flussi differiti nel tempo superiore alla spesa iniziale.
E’ frequente la necessità di controllare e prestare attenzione alle persone, queste problematiche di tipo organizzativo possono avere una bassa intensità o livelli “fisiologici” oppure “patologici” che segnalano delle disfunzioni, quasi sempre di comunicazione (comunicazione non è dire!), che è opportuno risolvere soprattutto per la perdita di efficacia o/e efficienza che comportano.
Le persone in azienda svolgono delle funzioni operative si occupano di esecuzione di compiti confinati ad aree di specifico intervento, chiedere alle persone di portare avanti iniziative diverse molto lontane tra loro per competenza o necessità di specifiche attitudini può essere controproducente.
Fai crescere la tua impresa!